venerdì 4 aprile 2014

L'uomo che dipingeva paesaggi

L'uomo che dipingeva paesaggi




C'era una volta un uomochenel tempo libero amava dipingere. Si dilettava soprattutto nei paesaggi: quando ne aveva l'occasione prendeva un foglio, una matita e abbozzava l'ambiente che lo circondava.
Riproduceva piazze, strade, sentieri, di montagna, tavole da ristorante, camini e caminetti, letti d'hotel, grattacieli americani, biblioteche provinciali e scuole comunali.
Ogni volta che poteva si metteva a disegnare paesaggi e quando poi tornava a casa li ricopiava sulla tela e li dipingeva.
Un giorno capitò che l'uomo si svegliò, guardò fuori dalla finestra della camera e gli venne l'istinto di disegnare il suo cortile. Tuttavia su accorse di averlo già disegnato. 
Allora cambiò finestra, andò in soggiorno e volle disegnare quello che vedeva da quella finestra. 
Ma anche quel paesaggio già l'aveva riprodotto.
In breve l'uomo si accorse di aver disegnato tutti i paesaggi del mondo, in tutte le salse: di mattina, di pomeriggio, di sera, di notte, d'inverno, d'estate, con la neve, con la pioggia e con il sole, con la mano destra e con la mano sinistra.
Si accorse alora che non poteva più dipingere paesaggi. 
Allora cominciò a inventarli: dipingeva i grattacieli americani nel parco fuori casa, i sampietrini al posto della sabbia del mare, le montagne invece dei sentieri dei boschi.
Iniziò a comporre oggetti per metà alberi e per metà finestre, palazzi che erano la fusione di campanili e capannoni.
La sua fantasia non aveva proprio limite, ma un giorno esaurì anche quella.
Allora si mise a dipingere quadri astratti: riprendeva i paesaggi e li trasformava in macchie di colore.
Ben presto, però, finì di dipingere anche i soggetti astratti.
L'uomo che dipingeva paesaggi non poteva più dipingere paesaggi, perciò smise.
E iniziò a fotografarli.

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